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Semblic mette online le scene con più persone del registro e i video di 5 o 10 secondi. Con una regola in più: il sì al video è separato da quello alle foto, e ogni fotogramma viene controllato prima della consegna.
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A settembre OpenAI ha rilasciato GPT Image 2.5: da poche foto di riferimento ricostruisce una persona in modo molto più fedele di prima. Nello stesso anno YouTube ha aperto a tutti i creator la ricerca dei propri deepfake e l'Europa ha scritto come si etichetta un contenuto sintetico. La tecnologia corre, e il consenso diventa l'unica cosa che distingue un ritratto da un furto.
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Il 18 giugno la commissione Giustizia del Senato USA ha fatto avanzare il NO FAKES Act: voce e volto diventerebbero un diritto di proprietà che ogni persona può autorizzare o bloccare. Tra il sostegno dell'industria e i timori per la libertà di parola, una domanda resta al centro: chi ha detto sì.
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Mentre mezzo milione di studenti affrontava la prima prova, Gemini ha svolto tutte le tracce di italiano in tre minuti e undici secondi. La notizia vera non è che sappia scrivere un tema: è che la domanda si sposta da quanto è bello il testo a chi lo ha scritto davvero.
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Il 16 giugno il Parlamento europeo ha approvato il Digital Omnibus: le norme sui sistemi ad alto rischio slittano al 2027 e al 2028, ma gli obblighi di trasparenza sui contenuti generati restano fissi al 2 agosto. E un'etichetta dice che un volto è sintetico, non che qualcuno ha detto sì.
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Dreams of Violets, primo lungometraggio interamente prodotto con l'intelligenza artificiale, debutta al Tribeca. Costato 2.000 dollari, senza attori né telecamere, mette in scena persone reali. E chiede: chi ha detto sì?
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Un'analisi di Consumers' Forum stima 425mila posti persi dal 2023 per cause legate all'AI, 142mila solo in Europa. Dietro i numeri, una domanda di valore: chi decide cosa vale un essere umano al lavoro.
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Apollo e Blackstone chiudono il più grande finanziamento in private credit di sempre: i chip di Google per Anthropic. La corsa ai capitali dell'AI cambia scala.
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Il 10 giugno il Consiglio dei Ministri ha approvato i decreti attuativi della legge sull'AI: stretta sul riconoscimento facciale, stop ai licenziamenti via algoritmo, sanzioni fino a 35 milioni.
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Google lancia il modello che genera e modifica video da qualunque input, testo, foto, audio, e lo porta dentro YouTube Shorts. La domanda del consenso non è mai stata così urgente.
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L'11 giugno 2026 è entrata in vigore la SSB 5886: usare il deepfake di una persona senza consenso ora costa caro. E un caso reale mostra perché serviva.
Leggi →Deepfake, AI Act e diritto d'immagine: cosa cambia quando ogni volto generato deve avere una persona reale, e consenziente, dietro.
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