
Washington vieta il volto digitale contraffatto: la legge è in vigore da ieri
L'11 giugno 2026 è entrata in vigore la SSB 5886: usare il deepfake di una persona senza consenso ora costa caro. E un caso reale mostra perché serviva.
di Redazione SEMBLIC
Da ieri, nello stato di Washington, il volto di una persona è, formalmente, proprietà sua anche quando a fabbricarlo è un'intelligenza artificiale. L'11 giugno 2026 è entrata in vigore la Substitute Senate Bill 5886, firmata dal governatore Bob Ferguson il 16 marzo, che estende la storica Personality Rights Law dello stato al "forged digital likeness": il volto (o la voce) digitale contraffatto.
Cosa dice la legge
La Personality Rights Law di Washington proibiva già l'uso non autorizzato di nome, voce, firma, fotografia o sembianze di una persona. La SSB 5886 aggiunge alla lista il volto digitale contraffatto, definito come una rappresentazione visiva o audio di una persona reale e identificabile che: è stata creata o alterata digitalmente fino a essere indistinguibile dall'originale, ne travisa l'aspetto, le parole o la condotta, ed è in grado di ingannare una persona ragionevole.
Tre condizioni che, insieme, descrivono esattamente il deepfake moderno. E il diritto si applica sia ai vivi sia, in certi casi, ai defunti.
Le sanzioni raddoppiano
Il punto più concreto della riforma sono i rimedi:
- La sanzione civile minima passa da 1.500 a 3.000 dollari per violazione (o i danni effettivi, se maggiori), più i profitti attribuibili all'uso illecito e le spese legali.
- Per i deepfake si aggiungono i danni non economici: sofferenza psicologica, umiliazione, danno alla reputazione. È la prima volta che lo stato li riconosce esplicitamente per il furto del volto.
- I tribunali possono emettere ingiunzioni per fermare immediatamente la circolazione.
Il caso che mostra perché serviva
Mentre la legge arrivava in aula, a Washington si consumava un caso da manuale: un veterano della Washington State Patrol ha fatto causa al proprio datore di lavoro sostenendo che alcuni colleghi avevano fatto circolare un video deepfake che lo ritraeva in atteggiamenti mai avvenuti. Non una celebrità, non un politico: un lavoratore qualunque, dentro il proprio ufficio.
Servizio di FOX 13 Seattle sul caso del trooper e il video deepfake.
Perché ci riguarda
Washington non è un caso isolato: a giugno 2026 sono 47 gli stati USA con leggi che colpiscono i media generati dall'AI, e California, New York e Tennessee hanno già normative specifiche sulle sembianze digitali. In Europa, intanto, il Codice di condotta sulla trasparenza dei contenuti AI dell'AI Act è in fase di finalizzazione proprio in queste settimane.
La direzione è una sola, ed è quella che raccontiamo da sempre: generare un essere umano senza il suo consenso sta diventando illegale, ovunque. La domanda non è più se servirà la prova del consenso, ma come dimostrarla. È esattamente il problema che il Registro Volti risolve: un'identità rivendicata, una timeline di consenso verificabile, un token che chiunque può controllare.
Chi crea contenuti con l'AI farebbe bene a guardare la checklist che gli studi legali americani stanno già mandando ai clienti: verificare i flussi di lavoro, aggiornare i moduli di consenso, valutare l'esposizione legale. Prepararsi, insomma, a un mondo in cui il volto torna a essere di chi lo porta.
Fonti
- Cooley LLP, Washington State Expands Personality Rights Law to Cover AI-Generated Deepfakes
- Testo e iter della SSB 5886, Washington State Legislature
- [NBC Right Now, Washington deepfake law signed by Gov. Ferguson](https://www.nbcrightnow.com/news/washington-deepfake-law-signed-by-gov-ferguson-to-protect-identity-rights/article_7feb099b-cb55-4d5f-9ed4-353c4